Bari – Il potere e la magia delle parole ‘raccontate’ nel monologo di Roberto Saviano

IMG_0009.jpg«È complicato trovare le parole adatte quando senti così tanta empatia intorno a te, è destabilizzante», ha esordito così, in maniera inaspettata per uno che con le parole convive ogni giorno e a causa delle parole ha una minaccia di morte,Roberto Saviano nella prima tappa meridionale del suo tour per la presentazione del libro nato dal successo televisivo “Vieni via con me”, alla libreria Feltrinelli di Bari.

«Bari è stata scelta da me e da tutte le persone che stanno seguendo questo tour per molteIMG_0011.jpg ragioni: mi è e mi è stata vicina, perché due volte mi ci sono rifugiato, anche se i baresi non lo sanno, e perché esprime al meglio l’idea di un nuovo Sud», ha spiegato l’autore di “Gomorra”.

IMG_0018.jpgÈ stato un momento – o meglio, un’ora – di riflessione non solo sul suo ultimo lavoro o sulla sua carriera, ma sui temi e sulle figure da lui più amate: dalla “magia letteraria” dei racconti alla parola come “virus benefico”, dalla situazione politica dell’Italia al “bunga bunga”, dalla “macchina del fango” alle polemiche sui compensi di Benigni, da Anna Politkovskaja a Falcone, da Don Peppe al sindaco Vassallo, fino a Danilo Dolci e a Vittorio Bodini.

«Sono fasi difficili queste dopo una trasmissione che è arrivata in tante case, perchéIMG_0026.jpg è stato messo in crisi il potere: la magia letteraria dei racconti è che, anche se non li condividi, riescono a essere credibili e quella storia diventa di tutti, quella parola diventa come un virus benefico che si propaga di bocca in bocca», chiarisce Saviano, aggiungendo che: «Di questo ha paura il potere, le mafie non hanno paura di quello che ho scritto, ma di quelli che l’hanno letto, perciò tornare in libreria significa tornare in un luogo pericoloso, perché permette di approfondire e capire e non di restare in superficie come vorrebbero».

IMG_0025.jpgPer questo, c’è chi per le parole “ha vissuto una vita d’inferno”, come Anna Politkovskaja di cui lo scrittore campano ha raccontato la storia a suo modo, con il suo stile. Come le vicende di altre vittime della “delegittimazione” o “macchina del fango”: Falcone e Vassallo.

«Falcone viene ammazzato perché è il più talentuoso giudice del mondo e cambia la storia del contrasto alle mafie: viene delegittimato per tutta la sua vita per questo – ho cercato nel mio libro di raccogliere le lettere d’insulti a lui rivolte – e il suo modo di sopportarli ha insegnato a resistere alla macchina del fango, capendo che il problema delle mafie è un problema culturale».

E su Vassallo:«Sul suo ricordo silenzio e indifferenza, le sue parole sono state zittite con laIMG_0029.jpg delegittimazione».

Il meccanismo della “macchina del fango”, secondo Roberto Saviano, riguarda anche le polemiche sui guadagni di Roberto Benigni: «Il fango lo fanno non per parlare ai nemici, ma agli amici di chi si vuole delegittimare: per esempio, tutti quelli che criticano quanto guadagna Benigni si rivolgono a chi lo ama per mettere tutti sullo stesso piano della “schifezza”, senza fare distinzione tra il denaro pulito e il denaro sporco».
IMG_0008.jpgInevitabile, un giudizio sulla situazione politica italiana:«L’Italia è arrivata a un periodo di saturazione, non se ne può più di questo governo e, anche chi l’ha sostenuto, ha voglia di rinnovamento», afferma ripetendo anche un’idea già espressa nella trasmissione di Fazio domenica scorsa: «Dalle carte di Milano emerge una situazione di solitudine, un “nonno”».

Nonostante il quadro non del tutto roseo, Saviano conclude parlano di sogni e felicità: «Proprio perché voglio realizzare la mia felicità sono qui e non mollo», con “elenco” sui dieci motivi per cui è contento di essere in Puglia (che rimanda quella sui “dieci motivi per cui vale la pena vivere” presente nel libro “Vieni via con me”):

1)«Perché in Puglia ci sono i taralli e, soprattutto, le briciole alla fine della busta»;

2)«Perché andare a sentire Puccini al Petruzzelli mi fa capire che nessun fuoco uccide l’arte»;

3)«Perché ci sono le ragazze che ballano la pizzica, anche se non sanno cos’è»;

4)«Perché è nato Carmelo Bene»;

5)«Perché quando arriva una nave con 20mila stranieri la Puglia non s’impaurisce, ma accoglie»;

6)«Perché per due volte mi ci sono rifugiato»;

7)«Perché il Bari ha fermato il Milan»;

8)«Perché ho mangiato una teglia di orecchiette sulla spiaggia di Polignano»;

9)«Perché il vento e il sole pugliese possono tenerla lontana dal nucleare»;

10)«Perché il 29 marzo 2010 volevo essere pugliese pure io» (Il riferimento è alle elezioni regionali, che videro vincitore Nichi Vendola, presente al suo monologo).

Se ne potrebbe aggiungere un undicesimo: perché a Bari c’è Roberto Saviano.

Un breve video dell’intervento di Roberto Saviano lo trovate su:

http://www.youtube.com/watch?v=zf0ivgAQnVs

Marisa Della Gatta
Bari – Il potere e la magia delle parole ‘raccontate’ nel monologo di Roberto Savianoultima modifica: 2011-03-18T18:49:36+01:00da puglialive.net
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