Bari – Successo per il ‘Il tabarro’ e la ‘Cavalleria rusticana’,storia di delitti passionali,di uomini vinti e sconfitti

IMG_0007.jpgLa nuova stagione d’opera del teatro Petruzzelli di Bari si è inaugurata con un dittico di due grandi maestri italiani, Giacomo Puccini con “Il tabarro” , su libretto di Giuseppe Adami tratto da ‘La houppeland’ di Didier Gold e Pietro Mascagni con la “ Cavalleria rusticana”, un melodramma su libretto di Giovanni Targioni – Tozzetti e tratto dall’omonima novella di Giovanni Verga, con la mirabile regia di un pugliese DOC, Michele Mirabella e la lodevole bacchetta del Maestro Alberto Veronesi che ha diretto l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli, su brani completamente diversi.

Un dittico che non è sincrono perché il primo fu presentato nel 1918 ed il secondo alla fine del’900,IMG_0008.jpg ma che hanno in comune il clima della passione, che potrebbe assomigliare all’amore ma è un affetto che uccide il sentimento e che entrano di diritto nella corrente italiana del verismo.

IMG_0012.jpgAncora una volta Mirabella, dopo il successo de ‘Il barbiere di Siviglia’ ha proposto un’opera di grande effetto scenico, presentando e facendo immedesimare il pubblico in luoghi così diversi tra loro.
Il primo con ‘Il tabarro’ ci porta sulla riva della Senna, lo si intuisce perché da sfondo sovrasta una tenebrosa e gotica Notre Dame. Su un molo è ancorato il barcone di Michele e l’azione si svolge nell’arco di poche ore al termine di una giornata lavorativa di settembre, dopo che gli scaricatori hanno finito di deporre il carico nella stiva.

I personaggi che si muovono sulla scena ben rappresentano gli uomini vinti e sconfitti, che nullaIMG_0016.jpg hanno se non la loro donna e che avanzano con fatica dove arrancano anche la evanescente speranza “il pane lo guadagni col sudore, e l’ora dell’amore va rubata …” e “spettar così la morte ch’è il rimedio d’ogni male”.
In quel bassofondo di Parigi si annida il bassofondo sociale di fine e inizio 900.

IMG_0018.jpgUomini e donne rassegnati ad una vita magra che sognano ad occhi aperti chi di far ritorno al proprio villaggio, come Giorgetta e chi una casetta con un piccolo orticello, come Frugola ma chi affoga i propri tristi pensieri nel vino, come il Tinca.

L’amore va rubato lo sanno bene i due amanti, Giorgetta e Luigi, che ogni sera chiama il giovane sul barcone dopo che il marito è andato a dormire, con un semplice segnale, la fiammella di un fiammifero.
Michele sorprende Luigi e lo uccide e lo avvolge nel suo tabarro, come tempo prima amavaIMG_0017.jpg avvolgere sua moglie e suo figlio.
Una tragedia compensata dalla densità drammatica e compositiva di Puccini .

Ben diversa è la rappresentazione della “Cavalleria rusticana”.
La luce assolata di una domenica di Pasqua di una città siciliana abbacina il pubblico.

IMG_0026.jpgLa chiesa barocca dipinta di calce bianca è raggiungibile da una scalinata ed è praticabile.

Anche qui arranca la speranza e come in un sogno metafisico nel preludio una figura prende vita. Avanza con fatica, potrebbe essere la madre dei Malavoglia, l’ultima degli ultimi che entra a testa alta in Chiesa perché quella che la sostiene più del suo bastone è la fede in Dio.

Santuzza non può varcare quella soglia perché è incinta senza essere maritata.IMG_0029.jpg

Qui al contrario de Il Tabarro, l’amore dei due amanti e la morte del giovane non sono rappresentati visivamente.
Il primo lo si intuisce da una serenata che si sente in lontananza di Turiddu alla sua Lola, maritata con Alfio.

IMG_0033.jpgMentre la sua morte è annunciata da un grido accapponante delle donne del villaggio “Hanno ammazzato compare Turiddu!”.
Il lavoro nei campi non sembra gravare gli uomini del paese che quando sono stanchi si riposano pensando alle proprie donne che le aspettano in casa, hanno una speranza.

Anche ad Alfio non sembra pesare il suo lavoro tanto da cantare in coro “O che bel mestiere fare il carrettiere andare di qua e di là”.
Una scena dove domina la regalità rurale e rustica, ma dove cova il dolore, quello di Santuzza che respinta dal suo amato denuncia ad Alfio la tresca di sua moglie con Turiddu.
Qui il vino non si beve per dimenticare la faticosa giornata ma si brinda per festeggiare “Viva ilIMG_0046.jpg vino ch’è sincero che ci allieta ogni pensiero”.

Due storie con lo stessa trama dove l’amore e la morte sembrano gli assoluti protagonisti.
Alfio e Michele che perdono l’amore, Luigi e Turiddu che perdono la vita ma la vera vittima è la giustizia sociale.

IMG_0042.jpgLunghi applausi al termine delle rappresentazioni per le due opere costituite da un atto unico, che hanno emozionato il pubblico ed è stata viva la sua compenetrazione, grazie a tutti i protagonisti, interpreti e musicisti, alla sua cornice scenografica di grande effetto a cura di Nicola Rubertelli , ai costumi disegnati dal barese Giuseppe Bellini, alle luci a cura di Franco A. Ferrara e al coro della fondazione Petruzzeli seguiti sempre con molta professionalità dal Maestro Franco Sebastiani.

A dar vita ai personaggi de “Il Tabarro”, Alexandru Agache (Michele), Jean Pierre Furlan (Luigi),IMG_0050.jpg Gerard Powers (Luigi), Susanna Branchini (Giorgetta), Cristiano Olivieri (Il “Tinca”), Alessandro Battiato (Il “Talpa”), Antonella Colaianni (La Frugola), Camillo Facchino (Un venditore di canzonette), Eleonora Cilli e Michele Arcangelo D’abundo (Due amanti).

IMG_0047.jpgIl cast di “Cavalleria rusticana” ha visto come protagonisti Susanna Branchini (Santuzza), Giancarlo Monsalve (Turiddu), Alexandru Agache (Alfio), Rossana Rinaldi (Lola), Maria Cioppi (Mamma Lucia).

Una nota, prima dello spettacolo una rappresentanza sindacale dei lavoratori della Fondazione Petruzzelli, delusi e preoccupati per la grave situazione, costituita dai incertezze e mancate promesse del governo relative ai fondi per la cultura, vede il 2011 incanalarsi verso una paralisi totale.

Non hanno voluto manifestare come è accaduto alla prima di Milano, ma dato il loro senso di responsabilità lo hanno fatto leggendo un comunicato.

Anna deMarzo
Bari – Successo per il ‘Il tabarro’ e la ‘Cavalleria rusticana’,storia di delitti passionali,di uomini vinti e sconfittiultima modifica: 2010-12-20T21:30:59+01:00da puglialive.net
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento