Bari – Sissoko e Segal, in due nella ‘Chamber Music’

IMG_0001.jpgLa kora è uno strumento musicale in uso nell’Africa centrale.

Si tratta di un cordofono della famiglia delle arpe a ponte, un’ arpa-liuto, la cui origine risale alla fine del XVIII sec. E’ formato da una mezza zucca di grandi dimensioni che funge da cassa di risonanza, e da un lungo manico che regge un minimo di 21 corde. Viene usata soprattutto dai Djeli Mandengue: in genere un djeli è anche un griot, titolo onorifico di origine francese che definisce i poeti, i cantori del Mali cui è affidato il compito di conservare la tradizione orale degli antenati. Sono i custodi della tradizione.

Il preambolo serve ad introdurre correttamente la figura di Djelimoussa “Ballakè” Sissoko, il piùIMG_0003.jpg famoso musicista di kora, al quale spetta il merito di avere reso noto in tutto il mondo il suo meraviglioso strumento.

Non solo: egli è stato capace di compiere una straordinaria fusione fra le musiche africane e occidentali collaborando con i musicisti più sensibili e intelligenti. Già nel 2003 dall’incontro con il nostro Ludovico Einaudi nacquero le composizioni poi incise in “Diario Mali”, uno splendido disco che incanta e stupisce. L’anno scorso ha visto la luce un altro pregevole lavoro, “Chamber Music”, composto, suonato e registrato in tre sole notti a Bamako in Mali, con il violoncellista francese Vincent Segal.

IMG_0006.jpgOra Sissoko e Segal girano il mondo per portare il loro messaggio sonoro, simbolo di pace e di un linguaggio universale, ennesimo suggello del crollo di ogni confine culturale, presunto o imposto, senza parlare di world-music o new age.

Sabato scorso al Teatro Kursaal, per “Pugliasounds”, i due musicisti si sono esibiti riproponendo il loro repertorio, di fronte ad un pubblico scarso ma attento e concentrato.

Sissoko, seduto di fronte alla kora, arpeggia delicatamente; Segal con il violoncello accarezza eIMG_0009.jpg seduce. La tradizione popolare africana e la formazione colta classica si incontrano e dialogano in maniera sublime. Sissoko sembra seguire i moti dell’anima e della mente; Segal lo asseconda. Poi a un certo punto i ruoli si scambiano fra solista e accompagnamento, realizzando un perfetto equilibrio. E se il malese pizzica le corde della kora, spesso il francese abbandona l’archetto e pizzica le corde del violoncello.

IMG_0015.jpgLa musica è di una bellezza pura che trascina e suggestiona lasciando tracce di incredulità. La caratteristica principale è la spiritualità, con sfumature che veicolano immagini nella coscienza: sentori d’Africa e vibrazioni di musica classica contemporanea; gli spazi aperti e silenziosi del deserto del misterioso popoli del Mali, che dalla notte dei secoli conosce la costellazione di Orione. La musica diventa una forza invisibile che genera una pace interiore rigenerante. E non mancano momenti di minimalismo puro con molecole sonore ripetute all’infinito, semplici note da cui viene estratta l’essenza. Segal, con il suo stile coloristico, mai invadente, dona linfa melodica alle strutture complesse del suo amico.

“Houdesti”, “Mako Mady”, l’elegiaca “Histoire De Molly”, “Regret”, “Oscarine” sono tutte gemmeIMG_0016.jpg preziose, frutto di una perfetta intesa umana prima che musicale.

“Oggi, quando suoniamo – ha detto Sissoko – ci capiamo senza dover dire una parola: basta uno sguardo. I nostri cuori sono uniti.” – Gianfranco Morisco –

Gianfranco Morisco
Bari – Sissoko e Segal, in due nella ‘Chamber Music’ultima modifica: 2010-12-18T15:05:15+01:00da puglialive.net
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