Bari – Paolo Fresu e Uri Caine fra Jazz e Barocco

32IMG_0037.jpgEra stato il maestro Giorgio Gaslini negli anni ’70 a inventare e definire il concetto di “musica totale”, allargando in ambito musicale i confini fino all’orizzonte visibile.

Da allora gli ibridi, le fusion e i relativi tentativi si sono moltiplicati a32IMG_0038.jpg dismisura, dando una visione diversa degli stili. La fusion più classica fu quella del rock con il jazz, anche se i puristi del jazz non hanno mai smesso di storcere il naso.

Che dire allora dell’operazione pensata, elaborata e messa in opera da Paolo Fresu, talentuoso e acclamato trombettista jazz di livello internazionale?

54IMG_0031.jpgAlla soglia dei 50 anni, forte della sua esperienza e delle consacrazioni di pubblico e critica, Paolo ha rivolto la sua attenzione alla musica antica, in particolare a quella barocca: “La musica del ‘600 – ha sempre detto – ha come uno swing che la avvicina al jazz”.

Nel 1999 addirittura Fresu incide un madrigale di Monteverdi. Proprio in quel88IMG_0023.jpg periodo, lavorando a Vienna con un gruppo di musica classica, scopre le composizioni di Barbara Strozzi, sconosciuta cantante e compositrice del ‘600, figlia illegittima del librettista veneto Giulio Strozzi. La donna non ebbe fama né fortuna, (se ne può facilmente comprendere il motivo), pur essendo validi i madrigali che componeva. Così Fresu studia quelle partiture, le lega al jazz, ne parla con Uri Caine, eclettico pianista americano che vive dall’altra parte dell’Oceano, e realizza un progetto ardito e coraggioso, della cui complessità è perfettamente cosciente. “Sarebbe stato più facile lavorare sulle composizioni di Monteverdi, – dice – ma abbiamo fatto la scelta più difficile, perché le pagine della Strozzi sono uniche, originali, focose. E’ una sfida.”

46IMG_0032.jpgIeri, 29 novembre, nella Casa delle Musiche di Bari, alias il teatro Kursaal, per Puglia Sounds, ha avuto inizio la nuova avventura musicale, e il tour internazionale, di Paolo Fresu e Uri Caine, con il quartetto d’archi Alborada String Quartet.

Il progetto prende il nome strano di “Pìspisi”, una parola del dialetto sardo di232IMG_0001.jpg Berchidda, il paese natale di Fresu, che sta a significare “essere sull’orlo”. Per trasposizione si può intendere “in punta di piedi”, nel senso di un approccio timido e rispettoso alla musica barocca; ma anche “in punta di lingua”, come ama sottolineare Fresu.

“La vittoria” e “Godere gioventù” sono i primi due madrigali.

206IMG_0008.jpgPaolo suona tromba e filicorno, nella sua posa particolare (seduto su una sedia e spesso di profilo al pubblico); Caine suona clavicembalo e pianoforte. Il concerto appare fortemente caratterizzato dal madrigale, la cui natura non è per niente modificata. I suoni dei fiati si inseriscono a perfezione nella struttura, aggiungendo solo una rilettura più moderna.
Al jazz ci si avvicina pertanto solo come sonorità.
Nulla di particolarmente nuovo viene anche dalle tastiere, anche se è molto facile per un pianista partire dalla musica classica e avventurarsi nel jazz e anche se Uri Caine è uno che ha inciso rivisitazioni di Mahler, Schumann e Bach.

Tuttavia se il clavicembalo ricrea meglio l’atmosfera dell’epoca, il pianoforte ha un suono più133IMG_0016.jpg deciso che meglio riempie lo spazio sonoro. Naturalmente non ci sono assolo. Nei brani a seguire, ”Il costume dei grandi” e “Dal pianto degli amanti ….” si notano aperture interessanti: gli archi tacciono e piano e tromba dialogano in maniera serrata, scivolando chiaramente nel jazz, senza mai dimenticare il tema barocco principale. Gli strumenti leader dell’ensemble rimangono tromba e filicorno, anche quando restano in attesa, pronti ad intervenire pure per un breve stacco di tonalità.

31IMG_0040.jpgNella seconda parte del concerto ci sono più sonorità jazz, ardite e impensate, sorprendenti. C’è l’intelligenza di un lavoro attento e accurato, in cui viene mantenuto vivo un segreto equilibrio fra la coscienza viva del passato e la necessità dell’innovazione.
E l’ascoltatore non viene tradito, né deluso.

Sicuramente i puristi del jazz e quanti si sono accostati al concerto con diffidenza avanzeranno delle riserve. Per noi Fresu ha superato l’esame a pieni voti.
Se alla fine vincerà la sfida lo diranno anche le altre platee, a cominciare da quella dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ove stasera si replica.

Gianfranco Morisco
Bari – Paolo Fresu e Uri Caine fra Jazz e Baroccoultima modifica: 2010-11-30T18:39:19+01:00da puglialive.net
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento