Bari – L’Altra Verità di Marco Travaglio

694.jpgE’ proprio difficile, anzi impossibile, mettere il bavaglio agli spiriti liberi, quegli individui che non hanno una definita cittadinanza politica e rifiutano ogni sorta di classificazione predeterminata. In genere sono personaggi scomodi, proprio perché non è possibile costringere il loro pensiero entro limiti definiti. Purtroppo non sono in tanti, ma quando si ha l’opportunità di incontrarne uno, non bisogna lasciarsela sfuggire.

Marco Travaglio ha nel suo curriculum una laurea in Storia Contemporanea, è autore di numerosi saggi politici, ha una intensa attività giornalistica e una lunga serie di processi per diffamazione. Ma il fatto che nessun procedimento penale si è concluso con una sentenza definitiva di condanna è una conferma della attendibilità delle cose che dice e che scrive. Non a caso l’anno scorso l’associazione nazionale dei giornalisti tedeschi gli ha conferito il prestigioso “Premio per la libertà di stampa”.

Anche Travaglio fa parte di quella schiera di persone invise all’attuale nostro governo, il quale le743.jpg sta provando tutte per metterlo a tacere, come la coatta chiusura in campagna elettorale della trasmissione televisiva “Annozero”, nella quale è ospite fisso. Ma lui non è tipo da arrendersi facilmente. Costretto a rinunciare all’ampia platea della tv si è messo in giro per i teatri d’Italia in una sorta di spettacolo che ha fatto tappa a Bari ieri 29. Più che di uno spettacolo si tratta di un singolare monologo, il cui protagonista però non è un attore. Il giornalista si produce in una narrazione di tre ore e mezza con piccole pause di cinque minuti l’una, giusto il tempo di tirare il fiato e bere un sorso d’acqua. Tre ore e mezza in cui parla in maniera spigliata, con sicurezza e straordinaria lucidità, con un ritmo incalzante, inarrestabile, senza incertezze o cedimenti: non una sola parola fuori posto. Non legge, se non per riallacciare il filo del discorso. E’ un fiume in piena, e la rapidità del linguaggio serrato costringe a una attenzione sempre viva e costante.

792.jpgMa cosa è che mantiene così vivo l’interesse nel pubblico che corre a riempire i teatri? Cosa narra Travaglio di così importante da tenere desta una platea affollata fino a mezzanotte e tre quarti? Semplicemente la storia d’Italia degli ultimi 15 anni, rivisitata con acume critico e l’occhio clinico di chi è dentro i fatti, fino in fondo e senza fermarsi alla superficie. E di quei 15 anni passati in rassegna con intelligenza giornalistica viene analizzato ai raggi X l’operato dei protagonisti politici, con gli errori, le malefatte, la corruzione: è un promemoria affinché gli Italiani aprano gli occhi una volta per tutte per smascherare tutte le menzogne e le contraddizioni di chi ha conquistato il potere politico sfruttando il proprio potere economico. E si tratta di un potere economico sulla cui legittimità si nutrono numerosi dubbi. Tutto gira intorno al nome della personalità politica più carismatica di questi 15 anni: Silvio Berlusconi.

Vengono riproposte con stile asciutto ed essenziale vecchie storie di tangenti, di mafia, di corruzione, di connivenze malcelate o negate maldestramente. Si parte dalla politica di Bettino Craxi, del suo tramonto e dell’arrivo dirompente di Berlusconi, quasi un suo delfino. E’una fedele ricostruzione dei fatti con tanto di nomi, citazioni, intercettazioni, riferimenti a processi, a comportamenti contraddittori al limite del grottesco.

Tangentopoli, la corruzione come normalità, i lingotti d’oro di Cirino Pomicino, la loggia P2 di Licio851.jpg Gelli, le truffe di Poggiolini, i congressi di partito truccati con tessere false, i processi, i rapporti mantenuti con la mafia da Dell’Utri e da Mangano, lo stalliere di Berlusconi nella sua villa senza stalla né cavalli, i traffici illeciti di Previti, le case editrici (lodo Mondatori) e il monopolio delle tv private, le leggi papello suggerite da Totò Riina, gli errori e l’autolesionismo della sinistra (D’Alema, Veltroni e Bertinotti che hanno fatto il gioco di Berlusconi), le grandi bugie del centrodestra bombardate per anni “a reti unificate” dalle tv, le stragi di mafia, le gaffe storiche di Berlusconi: il tutto passato al setaccio impietosamente, a volte con i toni della tragicommedia, della farsa, ma anche con feroce e tagliente ironia.

Travaglio racconta con atteggiamento impassibile, come sua consuetudine, senza smorfie o espressioni significative. Nelle poche pause due musicisti in camice bianco (Valentino Corvino e Fabrizio Pugliesi) eseguono brani acidi e stridenti, di loro composizione, al violino e alle tastiere elettriche.

E mentre in Piazza Libertà a Bari Nichi Vendola ringrazia i suoi elettori (ma il pubblico non conosce ancora i risultati elettorali), Travaglio manda il suo ultimo saluto a personaggi autentici e liberi come Giorgio Ambrosoli, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Norberto Bobbio e soprattutto a Enrico Berlinguer che “da morto è molto più vivo di tanti morti viventi”.

Gianfranco Morisco
Bari – L’Altra Verità di Marco Travaglioultima modifica: 2010-04-04T13:01:11+02:00da puglialive.net
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