Bitonto (Bari) – L’attualità di Brecht’ in ‘Le storie del Signor Keuner’ : un’esposizione post-morale

c3e392e435334af463f8e484f03ac33d.jpgA distanza di cinquant’anni dalla morte di Bertold Brecht, Moni Ovadia (una delle voci più interessanti del teatro contemporaneo), geniale compositore ed attore di origine ebraica sefardita, porta in scena una delle opere più interessanti del grande poeta e drammaturgo tedesco “Le storie del signor Keuner”, diretto da Roberto Andò.

Si tratta di una serie di brevi testi, parabole didascalico-apologetiche composti da Brecht, dal 1929 fino agli ultimi anni della sua vita, incentrati sul personaggio immaginario di Keuner, l’alter ego dello stesso autore, esule come lui, allontanato dalla patria perchè oppositore del nazismo ma anche uomo estraniato da un mondo dove diventa sempre più difficile trovare una propria identità.

La lezione del grande maestro di pensiero del Novecento, mostra pertanto con incredibile forza riflessiva, la sua attualità, capace di illuminare di luce nuova il nostro tempo. In quest’orizzonte di esilio si inserisce il senso delle parole di Keuner, in un secolo, quale il nostro, in cui l’uomo moderno vaga senza meta e senza alcuna morale.

Presentato per la prima volta nel 2006 al Mittelfest di Cividale del Friuli, l’omonimo spettacolo è stato riproposto sul palco del Teatro Traetta di Bitonto sabato 8 e domenica 9, in un live pomeridiano, entrambi sold out.

Lo spettacolo è una fuga visionaria sul caos del Novecento, dove non esiste una trama narrativa ben definita, ma una “mise en scene in forma espositiva- così come dichiara lo stesso Ovadia- di reperti “d’arte”, alla maniera scomposta di certe esposizioni del nostro tempo dominato dalla virtualità, in cui i frammenti di realtà sono confinati in un esilio senza speranza”.

“ Le storie del signor Keuner” è una sorta di teatro totale dove non vi è barriera tra pubblico e palcoscenico ma si utilizzano più linguaggi: televisivo, cinematografico, musicale e gestuale con pari dignità e forza. Il fine ultimo dalla rappresentazione è quello di emozionare ed attivare il pensiero individuale. La scena è tetra, una sorta di cortile dominato da quattro grandi mura sulle quali si aprono svariate finestre dalle quali fuoriescono con sapiente maestria, reperti del mondo culturale del secolo scorso: la leggendaria cantante brechtiana che è al tempo stesso la Dietrich dell’ ”Angelo Azzurro”, i musicisti dell’orchestra Rose Sélavy, travestiti da donna, il mafioso russo appassionato d’arte e, seduto sul lato destro del palcoscenico, il vecchio custode del museo con la sua radio.

Infine lo stesso Moni Ovadia, il curatore dell’esposizione, un intellettualoide che cerca di dare un senso logico alla mostra di cui è organizzatore.

Sul palco accanto al grande maestro, artisti di diversa origine e di indubbio valore artistico: la cantante argentina di origine ebraica Lee Colbert, il polacco Roman Siwulak, l’ucraino Maxim Shamkov, Ivo Bucciarelli ed i musicisti attori della Ovadia Stage Orchestra (Luca Garlaschelli al contrabbasso, Janos Hasur al violini, Massimo Marcer alle trombe, Albert Mihai alla fisarmonica, Vincenzo Pasquariello al pianoforte, Paolo Rocca al clarinetto, Marian Erban al cymbalon ed Emilio Vallorani ai flauti e percussioni). Ma la vera e propria novità, trait d’union tra passato e presente, è la lettura dei brani in video effettuata da note personalità contemporanee (Dario Fo, Milva, Massimo Cacciari, Alessandro Bergonzoni, Arnoldo Foà , Claudio Magris , Gherardo Colombo, Philippe Daverio, Daniele Del Giudice, Oliviero Diliberto, Don Gallo, Eva Robin’s, Sergio Romano, Carlo Rivetti, Sabina Rivetti, Gino Strada) accompagnate da accostamenti provocatori delle immagini di Cristo e Moro, Totò Rina ed il nazismo, Falcone, Borsellino, Che Guevara ed Andreotti.

Centro tematico dello spettacolo è quindi una riflessione morale sulla società attuale e sulla condizione dell’uomo, sulla politica ma anche un modo di vedere e vivere il teatro oggi. Un viaggio attraverso il passato, presente e futuro dove la multimedialità si fonde magistralmente con le abilità recitative dei personaggi, in un continuo incalzare tra delicata ironia e frequenti filmati che fanno della performance un esempio di teatro geniale ed avvincente, che entusiasma il pubblico in quasi due ore di intensa emozione.

Regia di Moni Ovadia e Roberto Ando’
Traduzione italiana: Roberto Menin
Interpreti: Moni Ovadia, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maxim Shamkov, Ivo Bucciarelli e la Moni Ovaia Stage Orchestra

Claudia Mastrorilli
Bitonto (Bari) – L’attualità di Brecht’ in ‘Le storie del Signor Keuner’ : un’esposizione post-moraleultima modifica: 2008-03-11T13:17:58+01:00da puglialive.net
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